Racconti in musica

Pablo e Veronica sono tornati a Matera per qualche giorno. In questi ultimi mesi la città è pervasa da un insolito rumore. Le prime ore del giorno sono forse le migliori. La natura scioglie il buio con il sottile cinguettio degli uccelli che aumenta con il passare dei minuti, insieme alla luce. Riecheggia l’aria che dalla Murgia sorvola il precipizio del torrente Gravina riempiendosi la pancia di essenza di erbe officinali: di timo, rosmarino, salvia, mentuccia selvatica e di altre piante odorose. Allarga le braccia di sposa con lo strascico e sparpaglia pagliuzze felici che danzano e insetti ronzanti e festosi. Garriscono le rondini, incrociano in volo i falchi grillai che attraversano il cielo. E il sole da est illumina l’orizzonte.

Pablo ha una chitarra di legno di cipresso. Il suono è caldo e dalle corde la magia nasce col suo abile pizzico delle dita. Suonare è un’arte, è la storia di un amore infinito. Come quello per la scrittura e per la letteratura: parole scivolano sul pelo dell’acqua e danzano, s’immergono. Narrano i fatti segreti di uomini, donne, scatole, finestre, crepuscoli, profili, desideri che allargano il respiro.

È la musica che riconosci, come un ricordo. Con le parole t’insegue, lo cerchi, riaffiora. Vuoi scappare e poi resti in ascolto. Quasi non sai quando è musica quando è scrittura perché i palpiti sono gli stessi.

Ieri c’era una fitta coltre di nebbia che investiva la città dei Sassi e più tardi una pioggia scrosciante allagava le piazze, le strade, batteva sui tetti delle case appannando i vetri.

Ma Pablo doveva suonare nel Vicolo Cieco e le amiche lettrici leggere sul leggio. E così, raccolti, incerti, vicini, con gli occhi lucidi come stelle ci siamo avvicinati piano. Una dopo l’altra, dalla sedia allo sgabello, dalla poltrona al piccolo divano vintage fino al leggio. Gli occhi bassi. La luce sul foglio. Nelle orecchie la musica di Pablo e un tripudio di emozioni tra gli accordi e il silenzio di un respiro interrotto. E la musica, il suono, la melodia e noi vicini, rapiti da una crescente sintonia, un ricamo prezioso, un merletto, l’odore di limoni e la bellezza che c’è in ognuno di noi.

Grazie, Pablo, per averci regalato una serata musicale e culturale di così alto spessore. Grazie, Veronica, per la tua delicata e intima bellezza, e grazie, Nadia, Tonia, Rita, Lia, Mariella, Lucia, mie amiche lettrici. Grazie alle mie sorelle, a Beniamino, a chi c’era e ha gioito e sognato insieme a noi, a Ellin Selae che è una realtà meravigliosa per merito dei miei amici Franco e Michela.

Leggere in pubblico a voce alta ha un grande valore, anche affettivo. Favorisce la socialità, l’inclusione, è un abbraccio e regala tanto buon umore.

(Matera, 5 maggio 2019, Rosanna Marazia)

Per saperne di più sull’incontro a Matera con Pablo Lentini Riva

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