23 agosto

“Più o meno 10 pagine al giorno”

La scoperta dell’ Olanda di Jan Brokken

Particolare dell’immagine di copertina

Siamo arrivati all’ultimo appuntamento di lettura del libro e osservo il particolare dell’immagine di copertina. Una diffusa luce giallo-arancio e tre uomini che guardano il mare di Volendam. Sullo sfondo due imbarcazioni a vela, probabilmente sono botter, le tipiche barche da pesca tradizionali olandesi a fondo piatto e perfette per lo Zuiderzee, il mare poco profondo che insieme al cielo sono protagonisti assoluti  di una luce speciale. Leggere per me è esplorare, conoscere fino a immaginare di essere protagonista di quei luoghi con un sentimento misto di coscienza e incoscienza, di libertà e di stupore.

«È il 2023, è di nuovo maggio e faccio un ultimo giro dei luoghi che ho imparato a conoscere grazie ai pittori, che ho visto attraverso i loro occhi, o che ho incominciato a vedere in modo diverso. Ogni cosa diventa straordinaria, se viene rappresentata in modo straordinario: gli artisti cambiano il tuo modo di guardare. A poco a poco sono arrivato a sentire la mancanza delle cuffie a punta per le strade di Volendam, dei muissie di pelliccia nera, o di un krawats, la sciarpa nera che gli uomini indossano estate e inverno, contro il vento sempre freddo.

Dopo centinaia di dipinti e acquerelli, a convincermi a tornare è stato un libro fotografico, Between the Sea & the Sky del fotografo anglo-olandese Jimmy Nelson, pubblicato nell’autunno del 2022.

Jimmy che vive ad Amsterdam da circa vent’anni, ha cercato come me di restare vicino a casa durante la pandemia di coronavirus; ha attraversato il paese in bicicletta e ha ritratto venti comunità in abiti tradizionali in foto così glamour che potrebbero tranquillamente finire sulla copertina di Vogue. Jimmy Nelson ha girato tutto il mondo per fotografare le popolazioni indigene a rischio di estinzione, e quando ha dovuto interrompere temporaneamente i suoi viaggi almeno quelli lunghi e impegnativi, che comportavano l’uso di aerei e fuoristrada o canoe attraverso rapide pericolose – ha percorso in bicicletta il tratto da Axel a Hindeloopen per realizzare Between the Sea & the Sky, un incredibile documento del nostro tempo.

Jimmy Nelson, immagine di copertina di Between the Sea & the Sky. Tess sul frangiflutti di basalto a Marken mi

Nelson non è stato il primo fotografo a includere Volendam nel suo itinerario. Prima di lui c’era stato Émile Frechon, che in Francia chiamavano «il Millet della fotografia», perché come Millet cercava i suoi soggetti nelle zone rurali, lontano dalle città. Fece lunghi viaggi in Algeria, Tunisia e Palestina, e nel 1905 realizzò alcuni ritratti a Volendam. I pescatori non erano poi così diversi dai nomadi che aveva fotografato nel deserto, e la ragazza berbera era un po’ come Hille Butter, che ha ritratto quando lei aveva quattordici anni. Sta in piedi vicino alla finestra e tiene il lavoro a maglia in mano, ma non può fare a meno di guardare fuori sopra la tenda. Già allora cercava sulla diga stranieri diversi dagli altri.

Hille Butter davanti alla finestra del’Hotel Spaander, foto di Émile Frechon (1905)

Anche per Jimmy Nelson c’è una modella particolare. Si chiama Tess e viene da Marken; Nelson la fotografa sullo sfondo del faro, popolarmente chiamato «il Cavallo di Marken», che, se si è giovani, si può vedere a occhio nudo dalla diga vicino a Volendam, altrimenti con un binocolo. Alla presentazione del libro fotografico, Tess, che è laureata in antropologia, ha dichiarato che in costume tradizionale si sente diversa: si sente parte della storia e della cultura di Marken. È la stessa cosa che ha detto Annie in de Betouw, l’ultima donna che ancora oggi a Volendam indossa quotidianamente il costume tradizionale. L’unica volta che si è messa un vestito normale si è sentita osservata da tutti, come se fosse una straniera. In costume, ha detto, «sono quella che sono». Ma questo, i pittori di Volendam l’avevano già capito ottanta, novanta, cento anni fa».

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