“Più o meno 10 pagine al giorno”
La scoperta dell’ Olanda di Jan Brokken

Hering: Ritratto di fidanzamento Georg Hering e Pauline Spaander , 1910.
«Per Leendert e Aaltje Spaander la tragica fine della loro adorata nipotina – tutti amavano Doortje, ci sono di lei diversi ritratti, il più bello realizzato dal padre quando aveva tre anni – segnò la fine di un’epoca che era iniziata brillantemente ma si era conclusa in modo amaro, con discordie e violenza. Discordie, sì.
Nel 1917 e 1918, e negli anni immediatamente successivi alla Prima guerra mondiale, l’atmosfera all’Hotel Spaander diventò sempre più cupa. Gli artisti inglesi, francesi e belgi entrarono in conflitto con quelli tedeschi e austriaci, con dispute violente che spesso sfociavano in risse; più di una volta dovette intervenire il medico per ricucire le ferite. E la mattina dopo, a colazione, i pittori si guardavano in cagnesco. Tutti detestavano tutti: questa era la nuova realtà dell’Europa. Poi arrivò l’influenza spagnola, con tutte le morti e il dolore che portò con sé. E alla fine, l’innocenza assassinata, con una bambina di cinque anni a farne le spese. Leendert perse la sua verve. Nel giro di pochi mesi non rimase più nulla della sua effervescente energia. Era sempre stato l’uomo delle idee e delle iniziative, per il suo hotel e anche per Volendam. […]
Leendert e Aaltje si trasferirono a Edam, dove fecero costruire una bella casa sul Klein Westerbuiten, che sarebbe servita per un po’ di tempo come dépendance dell’hotel, principalmente per i turisti «per bene». Aaltje non poté però godersi a lungo la sua nuova casa: morì il 27 agosto 1921, poco meno di dieci mesi dopo l’assassinio di Doortje.
Leendert voltò definitivamente le spalle alla vita frivola. Divenne chierico della Chiesa Riformata, quasi come dovesse fare penitenza, e cercò conforto nella Bibbia. Aaltje era rimasta cattolica per tutta la vita e aveva educato i loro figli nella stessa fede, con la piena approvazione del marito. Avevano avuto un matrimonio straordinariamente moderno, concedendosi reciprocamente libertà nelle scelte e nelle opinioni. Leendert si risposò con una donna molto più severa che insisteva perché lui andasse in chiesa ogni domenica.
Visse a Edam fino alla fine della sua vita, raggiungendo quasi i cento anni. Solo occasionalmente andava ancora a dare un’occhiata all’hotel che continuava a portare il suo nome, soprattutto nell’ultima settimana di ottobre.
Tradizionalmente, in quel periodo l’hotel chiudeva per una settimana, le centinaia di dipinti venivano rimossi dalle pareti, i mobili venivano spostati e venivano preparate lunghe tavolate per il pranzo annuale con la gente del villaggio. Si mangiava e si ballava, alla vigilia della kermesse. La grande festa di Volendam: l’estate era finita, la flotta dei pescherecci tornava in porto e prima di preparare le barche per la stagione invernale c’era la kermesse, un evento indiavolato.

Tradizionalmente, i festeggiamenti iniziavano allo Spaander e terminavano una settimana dopo, con tutti i partecipanti stesi esausti lungo la diga mentre il campanile della chiesa suonava l’Angelus. Ma a parte quella settimana d’ottobre, Leendert non si vedeva più molto spesso all’hotel. Per lui era finita un’epoca. Un’epoca iniziata negli anni Settanta dell’Ottocento con l’apertura dell’hotel nel 1881, e durata fino ai drammatici anni 1920 e 1921».


