La scoperta dell’Olanda di Jan Brokken
“Più o meno 10 pagine al giorno”

Comincia oggi la lettura di un nuovo libro che ci farà compagnia in questi due mesi estivi: luglio e agosto.
A Volendam la luce è speciale. Un pittoresco villaggio di pescatori a soli venti chilometri da Amsterdam. La sua posizione geografica è unica perché racchiuso tra il mare del nord, a non più di trenta chilometri da quello che comunemente chiamiamo mare del sud. Volendam è adagiato su una lingua di terra di confine. Il mare riflette la luce, il villaggio risulta piatto, poi c’è il vento che sbarazza le nuvole e le sparpaglia creando buchi, così la luce si riflette nello specchio del mare dando vita a un gioco cromatico che piace tanto agli artisti e ai pittori.
Il villaggio di Volendam era isolato e non aveva una strada, si poteva raggiungere via mare oppure attraverso un canale con un’ imbarcazione trainata dai cavalli ma servivano sei ore di viaggio. Sembrava un villaggio di pescatori del sedicesimo o diciassettesimo secolo, usavano imbarcazioni con vele specialissime di colore rosso scuro, soprannominato poi rosso magenta. L’aria era pura, non c’erano industrie e si riviveva l’età d’oro della pittura olandese.
Avevo deciso di scrivere dell’Hotel Spaander perché, molto prima che si creasse l’Europa economica o politica, esisteva già un’Europa artistica. Gli artisti sono molto più avanti in tutto e sono mille volte più creativi dei politici o degli economisti. Hanno inventato il mondo, gli hanno dato forma. Come disse Einstein: è l’immaginazione che fa progredire il mondo, non la conoscenza. E certamente non la politica. (Jan Brokken)

È un’opera straordinaria: donne e bambini in costume tradizionale si inginocchiano sul portale della chiesa e anche davanti al campanile, perché in chiesa non c’è più posto. C’è qualcosa di slavo nella scena, una devozione di cui potrebbero dar prova le donne russe, e immagino che fu proprio questo ad attrarre gli artisti stranieri: non così lontano da loro si trovava un luogo straordinariamente esotico. Il bello è che qui George Clausen commise un errore. Gli abitanti di Volendam sono effettivamente cattolici, quindi «messa solenne» è la definizione corretta, ma i pescatori e le loro mogli e figli si inginocchiano davanti al portale della chiesa protestante di Monnickendam, otto chilometri più in là, sotto il campanile della chiesa riformata olandese, molto più imponente di quella cattolica di Volendam. Il problema è che i protestanti non si inginocchiano per pregare! Di contro, i costumi tradizionali sono quelli di Volendam.
Jan Brokken è uno scrittore, giornalista e viaggiatore olandese in questo libro racconta la storia dell’Hotel Spaander che per oltre un secolo ha ospitato moltissimi artisti e artiste provenienti da tutto il mondo. Un luogo di studio e di confronto, una narrazione adornata di arte e poesia.
Segnalo un articolo che racconta la genesi di La scoperta dell’Olanda.
Incipit
La morte di Thaulow
L’Hotel Spaander è fallito. Colpa del Covid: i turisti asiatici – cinesi, giapponesi, coreani – non sono più arrivati. Quando anche il ristorante caffetteria ha dovuto chiudere i battenti, non c’è stato più niente da fare. Tutte le tende delle camere sono state tirate, e sull’albergo vicino al porto di Volendam è calato il sipario. Quando ho letto la notizia sul giornale, mi sono chiesto che fine avrebbero fatto i quadri. Allo Spaander non c’era una sola parete vuota, neanche quella sotto la scala. Centinaia e centinaia di schizzi preparatori, acquerelli, gouache e dipinti a olio, molti dei quali di pittori rinomati. Nel 1980 ho visitato quell’albergo in compagnia del poeta Hans Tentije. Pavimenti scricchiolanti, luce chiara che dall’acqua entrava nell’hotel diffondendosi sulle pareti coperte di dipinti. Bevemmo un caffè col latte; il poeta si accese la pipa e si mise a raccontare pensieroso…

