Più o meno 10 pagine al giorno

La mia scelta del libro per questo mese di giugno non prevede sondaggio, non vi inviterò quindi, a votare un libro tra quattro esposti in vetrina.
Forse per il grande desiderio che ho di leggere insieme a voi e con uno sguardo e uno stato d’animo diversi, un libro che ho acquistato e scoperto per la prima volta in occasione della mostra fotografica Capa in color presentata ai Musei Reali Torino – Sale Chiablese dal 26 Settembre 2020 al 30 Maggio 2021, poi prorogata fino a fine maggio.
Più di 150 immagini a colori di Robert Capa, lettere personali e appunti sulle riviste su cui furono pubblicate tra il 1941 e il 1954.
Robert Capa è un fotografo ungherese noto soprattutto per i reportage di guerra, è stato il fondatore del Magnum Photos ed è uno dei fotografi più apprezzati al mondo.
Al bookshop del museo tra i tanti libri esposti sono stata attratta da Diario russo di John Steinbeck con le fotografie di Robert Capa, un reportage culturale sulla Russia della guerra fredda.
La scrittura di Steinbeck, come scrive Luigi Sampietro nella prefazione del libro, “raggiunge il grande pubblico con un linguaggio semplice e chiaro e con la capacità di comprimere in un dettaglio pensieri e stati d’animo, anche complessi come sanno fare solo i narratori e i poeti di razza”.
Scrive ancora Sampietro: Steinbeck è uno scrittore laico, ma la sua è una visione delle cose e dell’uomo espressa in un linguaggio che imita il parlato della gente comune e lontana mille miglia dalla experentia rivoluzionaria di Lenin e di Marx, che fa della stessa letteratura un ambito non gestito da alcuna istituzione e avente per scopo l’edificazione dell’ uomo e la riconquista di quella pienezza dell’ essere, o sintonia con il cosmo, perduta al momento della mitica cacciata dal Paradiso pochissimo interessato alle dottrine e alle teorie della politica, Steinbeck si trovava a suo agio soprattutto tra la gente comune.
John Steinbeck nel 1947, chiede il visto per fare un viaggio in Unione Sovietica insieme al fotografo Robert Capa, nasce così una rielaborazione in forma narrativa, un diario scritto da un magistrale scrittore mentre i commenti sono affidati alle immagini del fotografo.
Dalla quarta di copertina:


