In questo mese di aprile, la selezione di Leggere Controvento presenta quattro opere che portano la firma di Carlo Levi.
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Carlo Levi (1902-1975) è uno dei più rappresentativi narratori del Novecento italiano. Proveniente da un’agiata famiglia ebraica torinese, fin da piccolo sì è dedicato alla pittura, sua grande espressione di libertà. Si iscrive alla facoltà di medicina all’Universita degli Studi di Torino ed è proprio durante gli studi universitari che tramite lo zio l’onorevole Claudio Treves, esponente di rilievo del Partito Socialista Italiano, conosce Pietro Gobetti che lo invita a partecipare alla rivista La Rivoluzione Liberale. Comincia a fare parte del gruppo di Felice Casorati entrando in contatto con l’avanguardia pittorica torinese. Conosce Luigi Einaudi, Antonio Gramsci, Cesare Pavese.
Nel 1923 a Parigi entra in contatto con l’ambiente dei Fauves e conosce Modigliani. Si laurea in medicina restando alla Clinica medica dell’Università di Torino, come assistente, fino al 1928 ma non eserciterà mai la professione di medico preferendo la carriera di pittore.
Nel 1931 si unisce al movimento antifascista di “Giustizia e libertà”; nel marzo 1934 Levi viene arrestato per sospetta attività antifascista. Il 15 maggio 1935, su segnalazione dello scrittore fascista Dino Segre è colpito da un secondo arresto e condannato al confino nel paese lucano di Grassano. Successivamente viene trasferito nel piccolo centro di Aliano in provincia di Matera. Da questa esperienza nasce il suo romanzo più famoso, Cristo si è fermato a Eboli (nel racconto il paese viene chiamato Gagliano, imitando la pronuncia locale) e che lo rese uno dei maggiori portavoce della questione meridionale nel secondo dopoguerra.
Nel 1936 il regime fascista, sull’onda dell’entusiasmo collettivo per la conquista etiopica, gli concede la grazia; Levi si trasferisce per alcuni anni in Francia, dove continua la sua attività politica.
Ecco quattro opere di Carlo Levi tra le quali scegliere il libro del mese di aprile.
Cristo si è fermato a Eboli è un romanzo autobiografico di Carlo Levi scritto tra il dicembre del 1943 e il luglio del 1944 a Firenze e pubblicato da Einaudi nel 1945.
L’Orologio pubblicato nel 1950, è uno dei migliori esempi di narrativa politica del dopoguerra, un’appassionata testimonianza sullo sfaldamento delle forze politiche antifasciste. La fine del governo resistenziale di Ferruccio Parri, l’avvento al potere di Alcide De Gasperi e della Democrazia cristiana che durerà per un quarantennio.
Dopo la Lucania del Cristo si è fermato a Eboli Le parole sono pietre, pubblicato nel 1955, è lo sguardo di Carlo Levi sulla Sicilia. Ne scruta il segreto, per coglierne, al di là di tutti i travagli, la verità e la speranza. Sono pietre scagliate nell’aula del Tribunale di Palermo da una madre siciliana che racconta e sfida cosa nostra, la legge del feudo e le complicità del potere istituzionale.
Il futuro ha un cuore antico, secondo libro di viaggi di Carlo Levi pubblicato nel 1956, è il resoconto giornalistico del viaggio effettuato tra il 17 ottobre e il 19 novembre del 1955 nella capitale sovietica, a Leningrado, a Kiev, in Armenia e in Georgia.
Buona lettura!

