22 marzo

“Più o meno 10 pagine al giorno”

“Racconti africani” Doris Lessing 

David Hockney

Incipit di «Inverno in luglio»

[…] Julia cercò di calmarsi, si allungò sulla poltrona e si costrinse a riflettere sulla propria vita passata e su ciò che lei era diventata. Da molto tempo non sentiva più il bisogno di sottoporsi a questa sorta di autoesame e ora detestava doverlo fare.

Julia era nata in una cittadina dell’Inghilterra settentrionale, figlia di un medico. Dire che era stata una ragazza ambiziosa sarebbe inesatto: l’ambizione presuppone una certa forza di volontà; Julia era invece soltanto dotata di un puntiglioso spirito critico e di una vivace curiosità, e la sua ribellione all’idea di doversi trovare un marito e vivere per sempre in quella piccola città di provincia, non era stata che la sua naturale reazione, comune a tutti i giovani della sua età, contro la prospettiva di un’esistenza limitata e monotona.

Tuttavia era fuggita. Era sveglia e intelligente: al termine dei suoi studi era molto più colta e preparata della maggior parte dei suoi coetanei. Aveva imparato il francese e il tedesco perché possedeva un certo talento per le lingue ma soprattutto perché a diciotto anni si era innamorata di uno studente francese e a venti era diventata la segretaria di un uomo in rapporti d’affari con la Germania e aveva voluto rendersi loro gradita. Era un’ottima segretaria, perché non solo sapeva far bene il suo mestiere ma riusciva a creare fra sé e le persone per le quali lavorava una corrente di simpatia. I suoi datori di lavoro scoprivano che sapeva adeguarsi senza sforzo, per puro intuito, alle loro esigenze: era dotata di una mente ricettiva e al tempo stesso passivamente duttile. Perciò guadagnava bene e dopo non molto le si offrì l’occasione di lasciare la cittadina natale e trasferirsi a Londra.

Quando a distanza di tanti anni, (ne aveva ormai quasi quaranta) ripensava alla vita che aveva condotto (una vita movimentata e in un certo senso avventurosa) non rammentava di essersi mai detta, quand’ era giovane:” Voglio viaggiare; voglio essere libera.” E tuttavia aveva viaggiato moltissimo, cambiando di continuo paese e lavoro; e questo aveva reso i suoi rapporti con il prossimo, con gli uomini come con le donne, inevitabilmente precari, ma proprio perciò più piacevoli e interessanti. Quando aveva lasciato l’Inghilterra non sospettava che sarebbe stato per sempre. Aveva accompagnato all’estero, per un viaggio d’affari, il suo principale verso il quale si comportava, a parte il sesso, più come una moglie che come una dipendente: era incapace di lavorare per un uomo senza offrirgli la sua discreta amicizia e la sua solidarietà.

Euphorbia

(Julia ha vissuto in fuga dalla noia, dall’amore e da se stessa finché non è finita a Città del Capo e poi ha finito di sperdersi in Africa incontrando Tom e Kenneth, fratellastri e migliori amici, diametralmente opposti ed entrambi corteggiatori)

Racconto lungo di Doris Lessing “Inverno in luglio”

Lascia un commento