18 gennaio

“Più o meno 10 pagine al giorno”

Intese colorate.
Idee, metamorfosi e
“Il dio delle piccole cose”

“Chacko iniziò a far visita al locale molto spesso. Arrivava sempre in compagnia del suo invisibile amico e col suo sorriso cordiale. Anche quando non era Margaret Kochamma a servirlo, lui la cercava con gli occhi, e si scambiavano sorrisi segreti che evocavano in loro il ricordo di quella loro Risata.

Margaret Kochamma si ritrovò a desiderare le visite del Porcospino Sgualcito. Senza ansia ma con una sorta di strisciante simpatia. Seppe che era un borsista indiano della Rhodes. Che leggeva i classici. E si allenava per il Balliol.

Fino al giorno in cui lo sposò, non avrebbe mai creduto di poter acconsentire a diventare sua moglie.

Avevano cominciato a uscire insieme da pochi mesi, quando lui iniziò a portarla di frodo nella sua camera dove viveva come un disgraziato principe in esilio. Nonostante gli sforzi sinceri della cameriera, la sua stanza era sempre lurida. Libri, bottiglie di vino vuote, biancheria sporca e mozziconi di sigaretta costellavano il pavimento. Era pericoloso aprire gli armadi, perché ne cadevano cascate di indumenti, scarpe e libri, alcuni dei quali abbastanza pesanti da infliggere seri danni. La piccola vita ordinata di Margaret Kochamma si arrese a quella bolgia barocca col rantolo silenzioso di un corpo caldo che entra nel mare gelido.

Scoprì che sotto l’apparenza di Porcospino Sgualcito c’era un marxista tormentato in lotta con un impossibile, inguaribile romantico – un romantico che dimenticava le candele, rompeva i bicchieri da vino e perdeva l’anello.  Ma che faceva l’amore con lei con una passione che le toglieva il fiato.

Margaret Kochamma si era sempre considerata poco interessante con la vita e i fianchi troppo larghi. Non brutta, ma niente di speciale. Quando era con Chacko, i vecchi limiti venivano spazzati via. L’orizzonte si allargava.

Non aveva mai incontrato un uomo che parlasse del mondo – di quello che era, di come lo era diventato o di quello che pensava sarebbe accaduto – allo stesso modo in cui gli altri uomini che conosceva parlavano del loro lavoro, degli amici o dei fine settimana al mare.

Stare con Chacko la faceva sentire come se la sua anima fosse evasa dagli stretti confini della sua isola per entrare nel vasto, stravagante spazio del paese di lui. La faceva sentire come se il mondo appartenesse a loro, e si estendesse dinnanzi a loro come una rana aperta su un tavolo per la dissezione, ansioso di essere esplorato. Durante l’anno che si frequentarono prima di sposarsi, Margaret Kochamma scoprì in se stessa un certo incanto, e per un po’ si sentì come un genio un po’ folle liberato dalla sua lampada magica. Forse era troppo giovane per capire che quello che credeva fosse amore per Chacko in realtà era una nascente, timorosa accettazione di se stessa.

Per Chacko, Margaret Kochamma era il primo amico di sesso femminile che avesse mai avuto. Non solo la prima donna con cui fosse stato a letto, ma il suo primo vero compagno. Quello che Chacko amava di più in lei era la sua autosufficienza. Magari era normale, per una donna inglese media, ma per Chacko era una cosa eccezionale.

Gli piaceva il fatto che Margaret Kochamma non gli si aggrappasse. Che fosse incerta rispetto a quello che provava per lui. Che non avesse saputo, fino all’ultimo giorno, se l’avrebbe sposato o meno. Amava il modo in cui si alzava a sedere nuda nel letto, gli voltava la schiena bianca per guardare l’orologio e dire con quel tono efficiente:«O dio, devo andare».

Amava il modo in cui tutte le mattine andava al lavoro traballando sulla sua bicicletta. Le loro diversità di opinione lui le incoraggiava e, dentro di sé gioiva per gli scoppi di esasperazione che lei ogni tanto aveva di fronte allo spettacolo di quel suo andare alla deriva.

Le era grato perché non si prendeva cura di lui. Perché non si offriva di riordinargli la camera. Perché non era una soffocante mammina. Arrivò a dipendere da Margaret Kochamma perché lei non dipendeva da lui. La adorava perché lei non adorava lui.

Pagg. 260-262

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