


Da qualche settimana ho un dolore sopportabile ma insistente alle caviglie. Sono in attesa che passi come il treno che non fa fermate, come un’idea inattuabile, come la sensazione di stomaco pieno che si avverte dopo aver mangiato troppo. Ma il dolore è lì che si sposta e ondeggia nel cervello per ricordarmi che certe cose resistono.
Il pensiero di te però mi rallegra e distrae adesso che guardo le lucine proiettate tra il soffitto, il frigorifero e sul muro dello spazio più frequentato di questa casa: la cucina. Dondoli con i piedi in aria, così intercetto il mio sollievo. Ho provato a disegnarti, a inventarti più bella che mai.
Quando?
In questo tempo, il mio tempo si dilata e osserva i silenzi, sente i profumi e indossa una lentezza per così dire “rinascimentale” dove ogni realtà, dalla più piccola alla più grande, è ricca di energia vitale: la riscoperta della natura e la creatività sia intellettuale che spirituale. Tuttavia, con un insistente dolore ai tendini, invisa colonna sonora delle mie giornate, godo della bellezza della materia che si anima tra le mani. Creo per gioco e per diletto, tempo interamente dedicato a te e a me cara e sapiente Befana.
Immagino i tuoi volteggi con la scopa leggerissima che dissemina nel vento una scia, milioni di scie odorose. Ricomincia oggi la nuova stagione del tuo viaggio silenzioso e sono certa che da qui i nostri desideri prenderanno forza. Un cielo senza stelle non si può pensare, così cercheremo le stelle con i loro bagliori affinché ogni scintilla abbracciata alle altre possa cancellare il buio e incendiare di amore questo assurdo mondo.
Rose mary

