28 dicembre

“Più o meno 10 pagine al giorno ”

Bicchiere di acqua trasparente sulle parole

“Il dio delle piccole cose, Arundhati Roy”

“Il cinema Abilash si reclamizzava come la prima sala cinematografica del Kerala con Uno schermo per il CinemaScope da 70mm.

Per ribadire il concetto, la facciata era una copia in cemento dello schermo curvo del cinemascope. In cima (lettere di cemento, illuminazione al neon) c’era «cinema Abilash» in inglese e in malayalam.

I gabinetti si chiamavano LUI e LEI per Ammu, Rahel e Baby Kochamma. LUI solo per Estha, perché Chacko era andato a informarsi alle prenotazioni all’Hotel Sea Queen.

«Ce la fai da solo?» chiese Ammu preoccupata. Estha annuì.

Attraverso la porta di formica rossa che si richiudeva lentamente da sé, Rahel seguì Ammu e Baby Kochamma nel LEI.

Si girò per salutare con la mano, là in fondo al pavimento di marmo lucido-oleoso, Estha da solo (con un pettine), con le sue scarpe grigie a punta.

Estha aspettò nella sudicia entrata di marmo con i solitari specchi che lo guardavano finché la porta rossa non avrebbe portato via sua sorella. Poi si voltò e si diresse verso LUI.

Una volta dentro il LEI, Ammu suggerì a Rahel di stare sospesa senza sedersi per fare pipì. Disse che le Tazze nei Bagni Pubblici erano Luride. Come i Soldi. Non sai mai chi li ha toccati. Lebbrosi. Macellai. Meccanici.

Rahel era troppo piccola per stare in equilibrio sopra la tazza, così Ammu e Baby Kochamma la sostennero, le gambe agganciate alle loro braccia. I piedi vari chiusi nei sandali Bata. Su per aria con le mutande giù. Per un attimo non accadde niente, e Rahel guardò la madre e la baby- prozia con gli occhi pieni di impertinenti punti interrogativi (e adesso?)

«Su» disse Ammu. «Psssss»

Pss per il suono della Pipì. Mmmm per il Suono della Mmmmuuusica.

Rhael ridacchiò. Ammu ridacchiò. Baby Kochamma ridacchiò.”

Pagg. 106-107

Lascia un commento