Romanzo senza umani

Il libro in bella mostra

La lettura di “Romanzo senza umani” di Paolo Di Paolo mi ha colta di sorpresa perché non sono abituata a questo tipo di scrittura. Se dovessi associarla a un’immagine penserei a un albero e alle sue ramificazioni. Un albero però, sbucato in un grande lago ghiacciato.
Sono tante le digressioni, le citazioni e i riferimenti a poeti, studiosi, tutti e da sempre in perenne ricerca.
Il desiderio che gli esseri umani hanno di conoscere, scoprire e imparare di sé e del mondo, resta impigliato al ricordo e alla propria personale percezione che mai incontra quella di chi abbiamo conosciuto, frequentato, amato.
Le prime cinquanta, sessanta pagine le ho lette e rilette con qualche difficoltà di comprensione e, mentre stavo per decidere di interrompere la lettura ne ero al contempo attratta.
Il tema centrale del romanzo sono gli altri. La trasformazione di un mondo, il suo degrado ambientale, la memoria, gli esseri umani in cerca di gemme vigorose, di qualcosa da fare nascere tra le ramificazioni di un albero spoglio dentro un lago di ghiaccio. Cercare un senso, lo stesso che ha spinto me a frugare tra le pagine a partire  dal penultimo e ultimo capitolo. E mi sono così orientata leggendo e svolazzando da un ramo all’altro sospinta dal vento dei ricordi dello storico Mauro Barbi e del suo sentire. Un’esperienza che ho voluto scrivere e condividere. Un libro che forse non avrei scelto ma, la forza dei gruppi di lettura è proprio l’avventura. Imbattersi tra le pagine di un libro capitato quasi per caso tra le tue mani.
(Se hai piacere inviami e fammi conoscere le tue impressioni)
grazie
Rosanna

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