“Più o meno 10 pagine al giorno”

Allora come va questa storia di Vittoria?
Si complica.
Ti complica, Lea.
No, Luigi, non mi complica, ma mi riguarda e non so perché.
Te lo dico io?
Tu lo sai?
No, non lo so, ma ci ho pensato.
Cioè?
Non ti piace non sapere le cose che ti capitano
intorno, non ti piace pensare di aver frequentato o anche solo incrociato una persona per vent’anni e non aver lontanamente immaginato niente oltre ciò che vedevi, e che tutti abbiamo visto, quindi non sei l’unica, però tu ti senti stupida.
I ferrovieri sapevano che era sposata.
E vabbè, Lea, i ferrovieri lo sapevano.
Luigi, non solo sapevo poco di lei, ma quel poco che sapevo era sbagliato.
Il vento aveva scarmigliato le foglie della pergola, diffondendo nell’aria il rumore di una stoffa che fruscia. Un motorino aveva inchiodato e, al fischio della frenata, era seguita una bestemmia.
Voltandomi in direzione della voce che aveva pronunciato invano prima il nome di Dio e poi quello della Madonna, avevo inquadrato la nuca delicata di Luigi, con l’attaccatura lanceolata dei capelli che era passata intatta, una fotocopia, sulla testa di Silvia.
Non capivo se lo amavo perché spesso lo guardavo da vicino, o se lo guardavo spesso da vicino perché lo amavo.
E se invece, Luigi, il mio non sopportare di non capire, il mio, come dici tu, sentirmi stupida, non c’entrasse niente?, se mi fossi resa conto che avrei voluto stare con lei?
Lea, lasciatelo dire da tuo marito, non ti piacciono le donne.
Si era allungato per baciarmi, avevo girato la testa.
Va bene, Lea, allora ti piaceva Vittoria, scegli la versione semplice, per me va bene, è la tua vita, ma c’è una parte della tua vita che è mia, e perciò, ascoltami.
Gli avevo chiesto un accendino, più di così non riuscivo a fare.
Che significa che una persona ti piace, Le’?, non è niente dire che ti piace una persona, è l’indicazione che vuoi starci vicino, una misura di prossimità, però quando ci arrivi vicino, riesci a vedere quello che ha intorno, ed è il contesto, o come vuoi chiamarlo, che alla fine ti piace.
Per questo è facile innamorarsi ma amare è complicato, perché, spesso, non solo ti piacciono le cose che la persona di cui pensi di essere innamorata ha intorno, ma ti piacciono pure le persone che le stanno vicino, è difficile, è una specie di campo di forze.
Ma che significa, Luigi?
È come il campo elettrico o il campo magnetico.
E quindi?
Non si dice gregge di forze ma campo di forze perché è una caratteristica dello spazio, e pure l’amore è una caratteristica dello spazio. Una persona, dove vive, chi ha intorno.
Ma che dici, Luigi?
Che mi sono innamorato di te pure per la tua famiglia, per esempio.
A me invece tua madre non è mai piaciuta.
Ma che hai fatto alla testa?
Sono inciampata, ma sta già passando.
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