21 Settembre

“Più o meno 10 pagine al giorno”

«Dove non mi hai portata», Maria Grazia Calandrone

«Quattro anni di matrimonio senza figli, la colpa deve essere per forza della donna. Una donna che non è buona a fare figli non vale niente, è materia morta:

“Vai a Termoli a farti curare!”

Per aumentare la fecondità, la mutua passa rapidi trattamenti di acque termali, le cui proprietà – per così dire – fertilizzanti sono state scoperte a inizio secolo, forse registrando un’ improvvisa impennata di presenze nei nuclei familiari di coloro che vi si bagnassero. Negli anni Sessanta del Novecento si ripone tanta fiducia nell’azione dell’ acqua mineralizzata che Sophia Loren si avvale apertamente dei benefici di quella che sgorga in Salsomaggiore verso fine decennio.

Si tratta comunque di terapie dolci, non invasive: una settimana di insufflagioni di vapore, applicazioni di melma sul basso ventre, ivi spalmata in luogo di mutandina ( funghi pelvici) e immersioni in vasche di acque ricche di sali sulfurei o salsobromoiodica, che pare incoraggino la microcircolazione uterina e la funzionalità ovarica, oltre ad avere proprietà antinfiammatorie e riequilibranti dei valori ormonali. Ultima, la meccanica: una serie di irrigazioni profonde scolla aderenze e sblocca tube ipoteticamente occluse, attraverso l’azione della pura forza idraulica.

E Lucia parte, prende tre corriere e va a farsi infangare, spiccare l’umido dalle membrane e investire da getti di condensa nelle piscine della riviera. Lucia compra un costume, per scivolare dentro l’acqua fossile, risalita dal buio sotto la terra».

Pag. 65-66

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