C’è un libro che ci ricorda di non pensare secondo l’abitudine. Si intitola Atlante sentimentale dei colori. Lo ha curato Kassia St Clair.
Per gli antichi greci il mare non era blu ma «colore del vino» così c’è scritto nell’Iliade. I colori si animano, hanno carattere e personalità, non solo sfumature.
Per questo abbiamo pensato al nostro amico Stefano che di storie ne conosce tante e attraverso il disegno e gli acquerelli ridisegna il mondo poeticamente e ci invita a seguirlo.
I colori hanno fatto la nostra storia e Kassia St Clair narra mirabilmente la vita di 76 tra tonalità e sfumature di colore scoperte e inventate dall’uomo.

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Kandinsky diceva che l’arancio è come un «rosso avvicinato all’umanità del giallo»
Furono gli impressionisti a eleggere l’arancione un colore importante con il dipinto che dà il nome al movimento Impressione sol levante di Claude Monet.
Erano gli anni in cui gli artisti, infervorati dalle teorie ottiche sui contrasti del colore ne fecero un grande uso di arancione.
E Kassia St Clair elenca e descrive la consapevolezza dell’arancione olandese, dello zafferano, dell’ambra, del ginger del minio e del carne o effetto nudo.
Il viaggio è appena cominciato: nel 1502 il nome Orange fa una delle prime apparizioni in società quando Elisabetta York comprò dei «manicotti di ermisino arancio» per Margaret Tudor.
Arancione è il colore delle tute dei prigionieri di Guantanamo, dell’Agente Arancio (il desfoliante usato dai militari americani per irrorare i territori del Vietnam durante il conflitto) e, dall’ 11 settembre indica il secondo più alto livello di allarme terroristico negli Stati Uniti.
E ancora, le scatole nere sugli aerei di fatto non sono nere ma arancioni, nella speranza siano più facilmente rintracciabili. E ci sarebbe ancora tanto da dire. Sono storie straordinarie.
Kassia St Clair, Atlante sentimentale dei colori, UTET

